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La Cooperativa

Sono stati giorni pesanti e difficili per tutti; con qualcuno siamo rimasti più in contatto, di qualcuno non abbiamo notizie tutti presi da avvenimenti esterni che ci hanno, all’apparenza, fermato.

Ma quando si sta fermi si corre col pensiero, coll’immaginazione, si va nel profondo; perciò più volte vi abbiamo pensato, ciascuno con le sue qualità e le sue differenze, ma capaci di essere insieme per gestire in gioia quello che a molti sembra disgrazia, tutti disponibili verso gli altri accogliendo la vita così come è senza sentirsi buoni,

Ci sembra importante riprendere una comunicazione e raccontarsi come stiamo, cosa facciamo, quali sono le difficoltà personali sia economiche sia familiari o emotive di ciascuno.

Intanto noi cominciamo a dire quello che succede a Fontenuova.

 

Nel periodo di completa chiusura gli ospiti dell’appartamento di Autonomia Abitaiva non sono mai usciti fuori del cancello di via Fortini, usando gli spazi del piazzale e della sede della cooperativa per rompere la routine.

Gli educatori della casa, hanno intensificato la loro presenza per cercare di far scorrere le giornate più serenamente. R., la volontaria, che abita in uno dei due appartamenti, è a casa, mentre E. è stato presente e ha partecipato alla vita di tutti.

 

L’ordinanza regionale 12 del 15 marzo ha imposto la chiusura del centro diurno, dove già le presenze erano ridotte per scelta delle famiglie rispetto al rischio di contagio. In effetti gli operatori, non hanno mai smesso il lavoro, pur se con tempi dimezzati, sia approfittando di giorni di permesso o ferie non godute, sia purtroppo, dal 6 di aprile, in cassa integrazione per metà orario.

I contatti con ciascun frequentante il centro non sono mai stati interrotti ed in alcuni casi di residenti nel comune di Bagno a Ripoli sono stati fatti progetti individuali per continuare una attività educativa, osservando tutte le regole di cautela sanitaria necessaria e dando loro le necessarie istruzioni: R non vi abbraccia più e non vi invita neppure a pranzo, per ora. Gli educatori in questo momento hanno anche supplito, nella maggior parte dei casi, ai servizi di trasporto tipo Fratellanza, Misericordia ecc venuti a mancare nel momento di maggiore emergenza.

Chiamate o video chiamate sono state fatte almeno bisettimanalmente a tutti con un rapporto costante con familiari e con i servizi sociosanitari di riferimento.

Ci sono una serie di difficoltà che abbiamo affrontato, come tutti o che stiamo cercando di risolvere: guanti introvabili, mascherine, termoscanner per misurazione temperatura senza contatto, disinfettanti, igiene bagni e altri locali; test sierologici per gli educatori, ma anche per gli utenti, attivazione della cassa integrazione, una serie di adempimenti e comunicazioni per la sicurezza dell’ambiente di lavoro.

 

Con gli utenti del centro diurno sono stati avviati 8 progetti singoli con una frequenza settimanale ridotta rispetto al solito e soltanto dalle 9 alle 12; per altri utenti sarà difficile una frequenza, o per stato di salute o per lontananza, almeno fino a quando non ci potrà essere la riapertura completa del centro diurno.

Intanto i telai sono rimasti fermi, le confetture e altri prodotti lo stesso, ma le rose fioriscono e vengono distillate, con i petali è stata fatta una produzione di sciroppo (rappresentando forse la prima realizzazione di prodotto dopo questo lungo periodo di stop); la lavanda si affaccia ed è già iniziata la raccolta di mazzi da essiccare; la mignolatura e la fioritura degli olivi è stata buona così si spera in un buon raccolto; a breve ci saranno albicocche e pesche, con cui faremo due delle nostre confetture, che l’anno passato hanno riscosso un grande successo. Il laboratorio di cucina non è ripartito, ma con L. e S., i nostri due utenti più giovani, è continuato l’orto, che ha rappresentato anche un’opportunità di riflessione sulla consapevolezza alimentare in relazione al susseguirsi delle stagioni. Non si faranno le vacanze al mare per il centro diurno.

Nel mese di marzo è stato completato il rifacimento del muro che delimita il piazzale antistante la cooperativa dove sono stati piantati 2 nuovi tigli e seminata l’erba fra i nuovi blocchi di cemento nella zona degli alberi.

La festa della lavanda non verrà fatta, ma ci vedremo, magari in piccoli gruppi, per occasioni concrete.

 

Di generosità di ognuno abbiamo davvero bisogno per i minori introiti dovuti alle minori frequenze e alle minori vendite, per le maggiori spese dovute al ricorso alla mensa esterna, ad acquisti di prodotti necessari all’igiene degli ambienti e delle persone.

Aspettiamo vostre notizie e se venite a trovarci, vi faremo disinfettare, vi misureremo la temperatura corporea, non vi inviteremo a pranzo, ma ci farete piacere; magari avvertendo prima per non avere un affollamento ancora non opportuno.

Chi volesse mazzetti di lavanda già confezionati da L. può telefonarci e vediamo come si può fare a farglieli recapitare.

                                                                                                                                                                  Rita, Jacopo, Lucia, Maddalena, Leonardo

                

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